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Sicurezza sul lavoro

La domanda della settimana: il DVR, l'obbligo spiegato in 5 minuti

Cos'è il Documento di Valutazione dei Rischi, chi deve redigerlo, quando va aggiornato e cosa rischia chi non lo fa, secondo il D.Lgs. 81/2008.

La domanda della settimana: il DVR, l'obbligo spiegato in 5 minuti
In breve
  • Il DVR è obbligatorio per ogni datore di lavoro con almeno un dipendente (artt. 17 e 28 D.Lgs. 81/2008)
  • L'autocertificazione per le aziende fino a 10 dipendenti è stata abrogata: oggi serve sempre il DVR completo
  • Va aggiornato dopo modifiche organizzative, infortuni significativi o nuove attrezzature
  • La mancata redazione è punita penalmente ai sensi dell'art. 55 del decreto

Riparte la rubrica del venerdì di InRegola24: ogni settimana rispondiamo a una domanda pratica che arriva spesso da titolari d'impresa, uffici del personale e consulenti. Oggi parliamo del Documento di Valutazione dei Rischi, il DVR, l'adempimento più citato — e più frainteso — della sicurezza sul lavoro.

Cos'è e chi deve averlo

Il DVR è il documento con cui il datore di lavoro individua e valuta tutti i rischi presenti in azienda e definisce le misure di prevenzione da adottare. L'obbligo nasce dagli articoli 17 e 28 del D.Lgs. 81/2008: l'art. 28 del D.Lgs. 81/08 si applica a tutte le aziende in cui sia presente almeno un lavoratore subordinato o equiparato, senza soglie minime di dimensione. Sono equiparati ai lavoratori subordinati anche i soci lavoratori di società o cooperative, gli associati in partecipazione, i tirocinanti, i volontari del servizio civile, i lavoratori distaccati e i lavoratori somministrati. L'unica esenzione riguarda l'impresa familiare senza altri lavoratori.

Attenzione a un equivoco frequente: l'autocertificazione per le aziende fino a dieci lavoratori è stata abrogata dal 1° giugno 2013, per cui oggi tutte devono redigere il DVR completo, perché il documento non è un modulo da compilare ma il documento che formalizza l'esito di una valutazione dei rischi effettiva.

Cosa deve contenere

Il documento va redatto dal datore di lavoro con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l'idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione. Nella pratica il DVR deve riportare la relazione sulla valutazione di tutti i rischi, comprese le fonti indicate dall'art. 28 (incluso il rischio da stress lavoro-correlato), le misure di prevenzione e protezione adottate e il programma delle misure ritenute opportune per migliorare nel tempo i livelli di sicurezza. Per le aziende fino a 50 dipendenti, in alternativa al DVR "ordinario", resta possibile utilizzare le procedure standardizzate previste dall'art. 29 comma 5, con moduli semplificati ma con gli stessi contenuti sostanziali.

Quando va aggiornato

Il DVR non è un documento da fare una volta per tutte. Va rivisto in occasione di modifiche del processo produttivo o dell'organizzazione del lavoro significative ai fini della sicurezza, di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità, oltre che in caso di introduzione di nuove attrezzature o sostanze.

Cosa si rischia senza DVR

L'assenza del documento, o la sua redazione senza i contenuti minimi previsti, è sanzionata dall'articolo 55 del D.Lgs. 81/2008, che prevede pene detentive e pecuniarie per il datore di lavoro. Le fonti disponibili riportano importi differenti a seconda che sia contestata l'omessa valutazione dei rischi o la sola mancata redazione del documento: prima di procedere è quindi indispensabile verificare il testo aggiornato dell'articolo 55 o rivolgersi a un consulente. In caso di ispezione, l'assenza o la grave incompletezza del DVR può portare anche alla sospensione dell'attività da parte degli organi di vigilanza.

Per la propria situazione specifica, il consiglio resta quello di rivolgersi a un RSPP o a un consulente per la sicurezza, che possono verificare contenuti e aggiornamento del documento sulla base dell'attività effettivamente svolta.

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Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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