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Aggressioni al personale sanitario: la survey Inail 2026 fotografa il fenomeno

L'Inail pubblica i risultati della survey 2026 su aggressioni e violenze verso operatori sanitari e socio-sanitari: quasi un operatore su due ne ha subita almeno una.

Aggressioni al personale sanitario: la survey Inail 2026 fotografa il fenomeno
Immagine generata con IA
In breve
  • Il 46% degli operatori coinvolti nell'indagine ha dichiarato di aver subito almeno un episodio di violenza negli ultimi cinque anni, contro il 39% rilevato nel 2019
  • Le aggressioni verbali restano la stragrande maggioranza (98% dei casi), mentre quelle fisiche sono scese nettamente, da 28 a 7 episodi rispetto alla rilevazione precedente
  • Il contesto più a rischio sono gli ambulatori (62% degli episodi) e le attività di accertamento medico-legale (56% dei casi)
  • Tra i fattori scatenanti più citati: aspettative economiche dell'utenza, scarsa conoscenza delle procedure e tempi di attesa

L'Inail ha diffuso i risultati di una nuova indagine nazionale sul rischio di aggressioni e violenze nei confronti del personale sanitario e socio-sanitario dell'Istituto, aggiornando una precedente rilevazione condotta nel 2019. Il documento, pubblicato nella collana "I fact sheet della Sovrintendenza sanitaria", interessa in particolare RSPP e datori di lavoro di strutture sanitarie, poliambulatori e servizi socio-assistenziali, dove il rischio di aggressione rientra a pieno titolo nella valutazione dei rischi psicosociali prevista dal D.Lgs. 81/2008.

I numeri della survey

Tra i 1.145 operatori sanitari e socio-sanitari che hanno partecipato all'indagine, 527 (46%) hanno dichiarato di aver subito almeno un episodio di violenza nel corso degli ultimi cinque anni di attività lavorativa. Il confronto con la rilevazione del 2019 mostra un incremento della quota di operatori che dichiara di aver subito comportamenti violenti, passata dal 39% al 46% nel 2026.

Quanto alla natura degli episodi, la violenza riferita dagli operatori assume prevalentemente una connotazione verbale e relazionale: le aggressioni verbali rappresentano il 98% degli episodi dichiarati, mentre quelle fisiche restano marginali. Il dato più incoraggiante riguarda proprio questo aspetto: la riduzione delle aggressioni fisiche segnalate che, rispetto alla precedente indagine del 2019, diminuiscono da 28 episodi (6% del totale) a 7 episodi (1%).

Dove e perché accadono

Gli ambulatori costituiscono il principale luogo di accadimento degli eventi segnalati (327 episodi; 62%), seguiti dagli spazi comuni interni, quali aree di accoglienza, sale di attesa e uffici (166 episodi; 31%). Sul fronte delle attività svolte, oltre la metà delle aggressioni segnalate (294 casi; 56%) si verifica nel corso delle attività di accertamento medico-legale.

Tra i fattori che favoriscono gli episodi di violenza, l'indagine segnala le aspettative economiche dell'utenza (29,5%), l'insufficiente conoscenza delle finalità della tutela assicurativa e delle procedure istituzionali (24,6%), i tempi di attesa all'interno degli ambulatori (22,2%) e le modalità di comunicazione tra i sanitari e il lavoratore (20,4%).

Un riferimento per la prevenzione

I risultati, secondo l'Inail, confermano il valore strategico delle attività di analisi e monitoraggio del fenomeno quali presupposti essenziali per orientare gli interventi di prevenzione e promuovere ambienti di lavoro sempre più sicuri. Per le strutture sanitarie e socio-assistenziali private, il documento rappresenta un riferimento utile per calibrare formazione specifica e misure organizzative nella valutazione del rischio aggressioni, in linea con le indicazioni del Ministero della Salute e dell'Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e Socio-sanitarie (ONSEPS).

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