Rischio calore sul lavoro: le misure di prevenzione indicate da EU-OSHA
EU-OSHA pubblica un documento su gerarchia dei controlli, DPI intelligenti e organizzazione del lavoro per proteggere chi opera all'aperto dal caldo estremo.

- Particolare attenzione richiesta per lavoratori precari, migranti, anziani e di piccole imprese, più esposti a protezioni limitate
L'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha pubblicato un Discussion Paper dedicato alle strategie di prevenzione del rischio calore nei luoghi di lavoro, un tema che riguarda direttamente le imprese con personale impiegato all'aperto o in ambienti caldi: edilizia, agricoltura, trasporti, ma anche attività indoor ad alta intensità fisica. Il documento, curato da Armanda Cetrulo, fa parte di un più ampio filone di lavori dell'Agenzia sui cambiamenti climatici e l'esposizione dei lavoratori.
I numeri del fenomeno
Il paper richiama alcuni dati di contesto che spiegano perché il tema sia ormai strutturale per la prevenzione aziendale. Con i cambiamenti climatici, gli eventi di calore estremo stanno diventando più frequenti e intensi. Sul piano economico, l'Agenzia ricorda che nel 2021 l'Europa ha subito perdite stimate in 48 miliardi di euro per danni legati a eventi climatici estremi, mentre proiezioni internazionali indicano un forte aumento dei decessi collegati al calore nei prossimi decenni.
La gerarchia dei controlli
Il documento applica al rischio calore il modello della gerarchia dei controlli, che ordina le misure di prevenzione dalla più efficace alla meno efficace. Poiché l'innalzamento delle temperature non è eliminabile né sostituibile da parte della singola organizzazione, i datori di lavoro devono agire sui livelli residui: controlli tecnici (aria condizionata, ventilatori, aree ombreggiate), controlli amministrativi (riorganizzazione degli orari, pause più frequenti, assegnazione dei compiti più gravosi alle ore fresche) e DPI.
Tra le misure elencate nel paper figurano l'acclimatazione dei lavoratori, l'idratazione continua con acqua ed elettroliti, un adeguato ciclo lavoro-riposo, l'autonomia nel regolare il proprio ritmo, aree di riposo ombreggiate e ventilate e corsi di formazione specifici sui rischi cardiaci legati al calore.
Le tecnologie emergenti
Il documento segnala due famiglie di tecnologie in crescita: i dispositivi indossabili dotati di sensori che monitorano la temperatura corporea e i segnali di stress termico, e gli indumenti con sistemi di raffreddamento attivo. A queste si aggiungono le app per smartphone che inviano notifiche di allerta calore. EU-OSHA sottolinea però che l'efficacia di questi strumenti richiede di rivedere anche l'organizzazione del lavoro, con rotazione delle mansioni e turni anticipati al mattino, e un ruolo più attivo dei responsabili della sicurezza aziendale nella gestione di questi dati.
Il paper evidenzia infine una maggiore vulnerabilità per i lavoratori precari, quelli impiegati in piccole imprese senza rappresentanza sindacale, i lavoratori migranti esposti a contratti informali e barriere linguistiche, oltre a donne, lavoratori anziani e giovani.
Valutazione dei rischi, DVR, sopralluoghi, antincendio, messa a terra e linee vita: un consulente ti ricontatta e ti dice cosa serve.
- DVR e valutazione dei rischi
- Antincendio ed estintori
- Verifiche e adempimenti




