Pompe di calore e fotovoltaico: l'EEA segnala carenza di elettricisti e idraulici
Il report dell'Agenzia Europea dell'Ambiente segnala carenze di elettricisti e idraulici in 20-21 Stati UE e minore formazione nei cantieri di installazione.

- <parameter name="item">21 Stati membri segnalano carenza di elettricisti per l'edilizia, 20 di idraulici e installatori di tubazioni
L'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA) ha pubblicato un report che analizza occupazione, competenze e sicurezza sul lavoro nelle filiere di eolico, fotovoltaico, pompe di calore e batterie, segnalando carenze di manodopera tecnica che riguardano direttamente le imprese installatrici attive in Italia. Per i datori di lavoro del settore energie rinnovabili e per gli RSPP che seguono cantieri di installazione, il dato più concreto riguarda la disponibilità di personale qualificato e le differenze di esposizione al rischio tra chi installa gli impianti e chi li manutiene.
Carenza di elettricisti e idraulici
Il report, pubblicato il 9 settembre 2026 come EEA Report 08/2026, fornisce una valutazione delle implicazioni occupazionali di alcune tecnologie energetiche pulite nell'Unione Europea, con un focus su energia eolica, fotovoltaico solare, pompe di calore e batterie, analizzando tendenze occupazionali, composizione della forza lavoro, carenze di competenze e qualità del lavoro. Tra i dati più rilevanti per chi assume personale tecnico, l'EEA segnala che 21 Stati membri riportano carenze di elettricisti per l'edilizia, mentre 20 Stati membri segnalano carenze di idraulici e installatori di tubazioni: figure centrali per chi installa impianti fotovoltaici e pompe di calore.
Più rischi fisici in cantiere, meno formazione
Il confronto tra segmenti della filiera mostra che le attività di costruzione e installazione, prevalenti nel fotovoltaico e nelle pompe di calore, offrono meno opportunità formative rispetto alle attività di manutenzione e operations, e comportano maggiore esposizione a condizioni di lavoro variabili. Le attività di costruzione e installazione nel fotovoltaico e nelle pompe di calore sono più frequentemente organizzate per progetto, più esposte a rischi fisici come le temperature estreme, e offrono meno opportunità formative. L'EEA segnala inoltre che le retribuzioni nel settore delle pompe di calore sono circa il 40% inferiori a quelle dell'eolico, il comparto con i salari più alti tra i quattro analizzati.
La posizione dell'Italia
Sul fronte geografico, il report evidenzia differenze nette tra Stati membri: mentre la Germania concentra il maggior numero assoluto di posti di lavoro in eolico, fotovoltaico e batterie, Portogallo, Spagna e Italia guidano l'occupazione nelle pompe di calore, mentre Ungheria e Polonia registrano la crescita occupazionale più rapida nel comparto batterie. Per le imprese italiane che installano pompe di calore, il dato conferma un mercato in espansione che però sconta, secondo l'EEA, le stesse difficoltà di reperimento di manodopera qualificata segnalate a livello europeo.
Per le aziende del settore, la raccomandazione implicita del report è di investire in formazione tecnica e in percorsi di apprendistato, anche attraverso i fondi interprofessionali, per colmare il divario di competenze prima che diventi un freno alla crescita del comparto.
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