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Sicurezza sul lavoro

Rischi psicosociali per le lavoratrici migranti in assistenza e pulizie: il report EU-OSHA

L'Agenzia europea EU-OSHA analizza stress, isolamento e molestie nel lavoro domestico e di cura svolto da donne migranti, con esempi di prevenzione utili ai datori di lavoro.

In breve
  • Indicazioni anche per gli ispettori del lavoro su come individuare i segnali di rischio nelle strutture di assistenza domiciliare

L'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha pubblicato un case study dedicato ai rischi psicosociali delle donne migranti impiegate nei servizi di assistenza, pulizia e lavoro domestico, un settore che in molti Paesi europei si regge in larga parte su manodopera straniera. Per i datori di lavoro italiani del comparto socio-assistenziale, per le agenzie che gestiscono personale domestico e per i consulenti che seguono contratti di colf e badanti, il documento offre uno spunto concreto su un tema che il D.Lgs. 81/2008 impone di considerare nella valutazione dei rischi: quello psicosociale.

Le criticità individuate

Il documento, curato da Jane Pillinger su incarico di EU-OSHA, applica una lettura intersezionale che incrocia genere, status migratorio e tipo di mansione. Tra i fattori di rischio segnalati figurano stress, violenza e molestie legati all'esposizione delle lavoratrici migranti a rischi psicologici e sociali nei servizi personali e domestici, compresi il lavoro domiciliare, le pulizie e il lavoro in casa. Il report evidenzia inoltre come questa forza lavoro sia spesso soggetta a impieghi informali o precari, con un accesso limitato a diritti, tutele e servizi di sostegno per la salute mentale.

Un dato riportato dallo studio riguarda la diffusione del fenomeno: in alcuni Paesi europei i lavoratori migranti forniscono fino al 70% dell'assistenza agli anziani. Per il personale addetto alle pulizie con turni notturni o mattutini, l'indagine citata nel documento segnala inoltre percentuali elevate di disturbi del sonno e situazioni di insicurezza percepita durante il servizio.

Le indicazioni per la prevenzione

Il case study non si limita a descrivere le criticità, ma raccoglie esperienze di prevenzione realizzate in diversi Stati membri: strumenti di valutazione del rischio pensati per il lavoro domestico, iniziative di formalizzazione dei rapporti di lavoro informali e programmi di sostegno linguistico e informativo per le lavoratrici. Il documento suggerisce anche di fornire agli ispettori del lavoro strumenti specifici per riconoscere i segnali di rischio psicosociale nelle strutture di assistenza domiciliare, in collaborazione con i datori di lavoro.

Per i responsabili HR e gli RSPP che operano nel settore dei servizi alla persona, il report rappresenta un riferimento utile per aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi con una componente psicosociale che tenga conto delle specificità di un personale spesso esposto a isolamento, precarietà e difficoltà di conciliazione tra vita lavorativa e familiare. Il documento integrale è disponibile sul sito di EU-OSHA.

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Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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