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Relazione INAIL 2025: calano i morti sul lavoro, record di malattie professionali

I dati ufficiali INAIL 2025: meno morti sul lavoro ma infortuni in itinere e malattie professionali ai massimi del periodo.

Relazione INAIL 2025: calano i morti sul lavoro, record di malattie professionali
Immagine generata con IA
In breve
  • 1.198 denunce di infortunio mortale nel 2025, in calo del 3,3% sul 2024
  • 98.312 denunce di malattia professionale, +11,3%: il dato più alto degli ultimi 26 anni
  • Infortuni in itinere a quota 104.417, il valore più alto del quinquennio
  • 610 milioni di euro stanziati per la prevenzione nelle imprese, più 50 milioni per la formazione

Il presidente dell'INAIL, Fabrizio D'Ascenzo, ha presentato il 22 settembre 2026 alla Camera dei Deputati la Relazione annuale 2025 dell'Istituto. Per le imprese e i consulenti che si occupano di sicurezza sul lavoro, il documento offre il quadro statistico di riferimento su cui calibrare DVR, formazione e investimenti in prevenzione.

I numeri principali

Indicatore Valore 2025 Variazione sul 2024
Denunce di infortunio complessive 600.000 +1,2%
Denunce riguardanti lavoratori 519.000 +0,8%
Denunce con esito mortale (totale) 1.198 -3,3%
Denunce mortali dei lavoratori 1.189 —
Infortuni in itinere 104.417 +2,4%
Denunce di malattia professionale 98.312 +11,3%
Tasso di mortalità per 100mila occupati 3,69 da 3,88

Nel 2025 le denunce di infortunio complessive sono state 600mila (+1,2% rispetto alle quasi 594mila dell'anno precedente), delle quali 519mila denunce per lavoratori. 1.189 denunce mortali hanno riguardato lavoratori e 9 gli studenti, per un totale che segna un aumento delle malattie professionali: 98.312 denunce (+11,3%), dato più alto negli ultimi 26 anni.

Un elemento che riguarda direttamente l'organizzazione del lavoro riguarda gli spostamenti casa-lavoro: gli infortuni in itinere hanno raggiunto quota 104.417, in crescita del 2,4%, il valore più alto registrato negli ultimi cinque anni.

Sul fronte delle risorse, l'INAIL conferma per il 2025 610 milioni di euro di finanziamenti alle imprese destinati alla prevenzione, ai quali si aggiungono 50 milioni per la formazione.

La lettura degli esperti

Nel commento alla Relazione pubblicato su PuntoSicuro, Marco Lupi, che si occupa da decenni di salute e sicurezza sul lavoro e collabora con l'Associazione di Promozione Sociale #girolevitespezzate, osserva che l'aumento delle malattie professionali va letto con attenzione: non basta la maggiore capacità di far emergere il fenomeno, occorre interrogarsi sulle condizioni che lo generano. Lupi richiama inoltre il ruolo di RLS, RLST e Organismi paritetici come parte integrante, e non accessoria, del sistema di prevenzione aziendale.

Per le imprese il messaggio operativo resta quello di non limitarsi agli adempimenti documentali: la Relazione segnala che la crescita delle denunce di malattia professionale riguarda in particolare le patologie osteo-scheletriche, un ambito su cui la valutazione ergonomica delle postazioni e dei compiti lavorativi rimane uno strumento di prevenzione concreto.

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