Medici del lavoro in Europa: EU-OSHA fotografa carenze e sfide del settore
Un discussion paper EU-OSHA basato su un'indagine UEMS in 22 paesi segnala carenza di specialisti e scarsa copertura per microimprese e lavoratori flessibili.
- Indagine UEMS in 22 paesi su sfide e ruolo della medicina del lavoro
- Invecchiamento della forza lavoro indicato come sfida principale
- Microimprese e lavoratori flessibili spesso esclusi dalla sorveglianza sanitaria obbligatoria
- Segnalata carenza diffusa di specialisti in medicina del lavoro
L'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha pubblicato un discussion paper dedicato al ruolo dei medici del lavoro in Europa, con un dato che riguarda da vicino le piccole imprese italiane: la copertura della sorveglianza sanitaria obbligatoria resta parziale, e a restarne fuori sono spesso proprio i lavoratori con rapporti flessibili e chi opera nelle microimprese. Per datori di lavoro, RSPP e consulenti del lavoro si tratta di un tema concreto, perché tocca la disponibilità stessa dei medici competenti a cui rivolgersi.
L'indagine UEMS in 22 paesi
Il documento si basa su un'indagine condotta dalla Sezione di Medicina del Lavoro dell'Union Européenne des Médecins Spécialistes (UEMS), organizzazione medica europea più antica, che rappresenta oltre 1,6 milioni di specialisti in Unione Europea e paesi associati. Il questionario è stato inviato alle associazioni nazionali di medicina del lavoro di 22 paesi, raccogliendo il punto di vista dei professionisti su qualifiche, quadro giuridico, copertura sanitaria, interazione con gli altri attori della prevenzione e sfide attuali del settore.
Le sfide principali individuate
Tra i temi più segnalati dagli specialisti figurano l'invecchiamento della forza lavoro, considerato prioritario da nove paesi su 22, l'evoluzione dei rapporti di lavoro (indicata al primo posto anche dall'Italia) e le difficoltà legate ai lavoratori stranieri e alla gig economy, spesso privi di accesso stabile a un servizio di medicina del lavoro. Seguono per rilevanza le nuove tecnologie e le nuove sostanze chimiche, per le quali gli intervistati segnalano un divario di conoscenze sugli effetti a lungo termine sulla salute, e le iniziative di deregolamentazione, ritenute la sfida principale in alcuni paesi dell'Europa centrale.
Il nodo copertura e carenza di specialisti
Il paper evidenzia che il fattore che più spinge le aziende ad attivare servizi di medicina del lavoro resta l'obbligo di legge, ma segnala anche una diffusa carenza di specialisti disponibili. Tra i partner più rilevanti nella pratica quotidiana dei medici competenti, l'indagine colloca al primo posto il responsabile delle risorse umane o il datore di lavoro, seguiti dai professionisti della sicurezza. Il documento integrale, curato da un gruppo di autori tra cui Fabriziomaria Gobba e Ivo Iavicoli, è disponibile sul sito di EU-OSHA.
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