Quanto costa un consulente del lavoro per una PMI: guida al preventivo
Fasce di prezzo per cedolino, voci extra, differenza tra canone forfettario e tariffa a prestazione, cosa verificare prima di firmare l'incarico.

- Canone forfettario e tariffa a prestazione si scelgono in base alla stabilità dell'organico
- non solo al prezzo più basso
Chi deve scegliere o cambiare consulente del lavoro si trova spesso davanti a preventivi costruiti in modo diverso tra loro: c'è chi fattura a cedolino, chi applica un canone forfettario mensile, chi distingue tra gestione ordinaria e pratiche straordinarie. Il risultato è che confrontare due preventivi "a occhio" è quasi impossibile se non si sa cosa cercare.
Perché non esiste un tariffario ufficiale
Per i consulenti del lavoro non esiste un tariffario vincolante con prezzi uguali per tutti i professionisti: il DM 430/1992, spesso citato come riferimento storico, non ha più valore cogente dopo le liberalizzazioni delle professioni, e oggi ogni studio fissa i propri compensi liberamente. Questo significa che la stessa prestazione può costare cifre diverse da zona a zona e da studio a studio, ed è compito di chi commissiona il servizio chiedere un preventivo scritto e dettagliato voce per voce.
Fasce di prezzo indicative per numero di dipendenti
Incrociando più listini pubblicati online da studi di consulenza del lavoro, le fasce di mercato per la sola elaborazione mensile dei cedolini (comprensiva solitamente di tenuta del Libro Unico del Lavoro, invio Uniemens e prospetto contabile) si collocano in questi ordini di grandezza:
| Numero dipendenti | Costo mensile indicativo per dipendente |
|---|---|
| 1-2 dipendenti | 35-65 € |
| 3-5 dipendenti | 20-35 € |
| 6-10 dipendenti | 18-30 € |
| 11-20 dipendenti | 15-22 € |
| Oltre 20 dipendenti | 14-17 € |
A titolo di esempio concreto, un listino pubblicato da uno studio di consulenza del lavoro e aggiornato il 18 agosto 2026 applica 20 € a cedolino fino a 5 dipendenti, 15 € da 6 a 10 e 10 € oltre gli 11, cifre a cui vanno aggiunti il contributo integrativo del 4% e l'IVA. Per le aziende più piccole, con uno o due dipendenti, alcuni studi applicano invece un minimo garantito mensile - spesso tra 100 e 150 euro - per coprire i costi fissi di gestione del software, indipendentemente dal numero di cedolini effettivamente elaborati.
Le voci extra da chiedere per iscritto
Oltre al canone per l'elaborazione ordinaria, i preventivi distinguono quasi sempre una serie di pratiche fatturate a parte:
| Voce | Range indicativo |
|---|---|
| Assunzione, cessazione o trasformazione del contratto | 20-80 € per pratica |
| Pratiche di cessazione con calcolo TFR e competenze finali | 50-90 € |
| Gestione di un infortunio sul lavoro | 30-70 € per evento |
| Comunicazioni obbligatorie (CO, Uniemens aggiuntivi) | 10-25 € |
| Attivazione iniziale anagrafica aziendale (una tantum) | 150-250 € |
| Consulenza su CCNL, contenziosi, pareri specifici | 30-150 € all'ora |
Gli adempimenti annuali ricorrenti - predisposizione della Certificazione Unica (CU) e del modello 770 - rientrano in alcuni pacchetti "tutto compreso" e in altri vengono fatturati separatamente: è uno dei primi punti da chiarire nel preventivo, perché può spostare il costo annuo complessivo di diverse centinaia di euro.
Canone forfettario o tariffa a prestazione: come scegliere
Il canone forfettario (una cifra fissa mensile o annua che include un paniere di prestazioni) conviene a chi ha un organico stabile e poche variazioni contrattuali durante l'anno: il prezzo è prevedibile e più semplice da inserire a budget. La tariffa a prestazione, con pagamento per ogni cedolino e per ogni pratica straordinaria, è più adatta a chi ha un organico variabile o stagionale, perché evita di pagare un canone fisso anche nei mesi con pochi dipendenti in forza. In entrambi i casi il preventivo deve indicare con chiarezza se il prezzo è per cedolino, per azienda o misto, altrimenti il confronto tra più offerte diventa impossibile.
Cosa verificare prima di firmare l'incarico
Prima di firmare la lettera di incarico è utile chiedere per iscritto:
- i tempi di risposta garantiti per le richieste ordinarie e urgenti (SLA);
- chi sostituisce il consulente in caso di assenza o malattia, e con quali tempi di subentro;
- la copertura assicurativa per responsabilità professionale dello studio;
- l'elenco completo delle voci escluse dal canone, con il relativo prezzo.
Questi quattro punti, più delle singole tariffe, determinano la qualità del servizio nel tempo e vanno messi per iscritto nel contratto, non lasciati a un accordo verbale.
Lascia i tuoi recapiti: un consulente ti ricontatta per capire cosa serve alla tua azienda.
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