ISA professionisti: come si conta un incarico nel Quadro C e i controlli incrociati del Fisco
Per gli studi professionali il numero di incarichi nel Quadro C ISA segue il criterio di cassa: l'Agenzia incrocia il dato con CU e fatture elettroniche.

- Il Quadro C dei modelli ISA professionali (area K) va compilato in base al criterio di cassa, non all'attività materialmente svolta
- Il Provvedimento Agenzia delle Entrate n. 208057 del 14 luglio 2026 ha tipizzato 25 anomalie, due delle quali riguardano proprio il numero di incarichi
- Il controllo incrocia il dato dichiarato con le Certificazioni Uniche ricevute (causale A) e con le fatture elettroniche emesse
- Le comunicazioni di anomalia sono consultabili nel Cassetto fiscale e si può rispondere solo tramite l'apposito software messo a disposizione dall'Agenzia
Chi predispone i modelli ISA per studi professionali - notai, ingegneri, geometri, avvocati, commercialisti, revisori, periti industriali, architetti, agronomi e geologi - deve prestare particolare attenzione al Quadro C, dove si indica il numero di incarichi svolti per fascia di valore. Il dato non è una formalità: concorre all'assegnazione del cluster di appartenenza dello studio e alla stima dei compensi minimi attesi dal software ISA, con effetti diretti sul punteggio di affidabilità fiscale e sulla proposta di Concordato Preventivo Biennale.
Il criterio di cassa, non di competenza
La definizione di "incarico" fornita dalle istruzioni ministeriali non coincide con l'attività materialmente prestata nell'anno: va conteggiato ogni incarico - anche svolto in periodi precedenti - per il quale il professionista ha incassato, anche solo parzialmente, un compenso (acconto o saldo). Un incarico eseguito senza incasso nell'anno non va dichiarato; va invece indicato nell'anno in cui arriva il pagamento, anche se relativo a prestazioni di periodi d'imposta diversi.
I controlli incrociati dell'Agenzia delle Entrate
Con il provvedimento n. 208057 del 14 luglio 2026, l'Agenzia delle Entrate ha definito le modalità con cui metterà a disposizione di imprese e lavoratori autonomi le informazioni relative a possibili anomalie riscontrate nei dati dichiarati ai fini dell'applicazione degli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) per il periodo d'imposta 2024. L'Allegato 1 al provvedimento tipizza le anomalie emerse dall'analisi dei modelli ISA presentati dai contribuenti, per un totale di 25 tipologie di anomalia.
Tra queste, due riguardano specificamente il numero di incarichi dichiarato nel Quadro C: il confronto con le Certificazioni Uniche ricevute con causale "prestazioni di lavoro autonomo" e il confronto con il numero di cessionari/committenti verso cui risulta emessa fattura elettronica nell'anno.
Le comunicazioni di anomalia sono consultabili all'interno del Cassetto fiscale, nella sezione "Consultazioni - ISA/Studi di settore - Comunicazioni di anomalia", accessibile con le credenziali abituali. Per rispondere, non è possibile rispondere direttamente alla e-mail ricevuta, ma è necessario il software "Comunicazioni anomalie ISA 2026", attraverso cui i contribuenti potranno trasmettere all'Agenzia delle Entrate le proprie osservazioni, segnalare eventuali errori contenuti nella comunicazione di anomalia.
Cosa verificare prima dell'invio
Per gli studi professionali è opportuno, prima di trasmettere il modello ISA, riconciliare il numero di incarichi dichiarato con le CU ricevute dai committenti e con le fatture elettroniche emesse nell'anno, verificando quali fatture risultino ancora non incassate al 31 dicembre e documentando la circostanza in caso di successiva richiesta di chiarimenti. In presenza di un errore accertato, lo strumento di correzione resta la dichiarazione integrativa, eventualmente accompagnata dal ravvedimento operoso.
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