Controlli fiscali più mirati dal 2027: la strategia del Governo nel DPFP
Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica fissa gli obiettivi di recupero da compliance fino al 2029 con algoritmi più selettivi su fatture, POS e catasto.

- Target di maggiori entrate da compliance: 4,7 miliardi entro il 2027 e 5 miliardi entro il 2029
- Nel secondo trimestre 2026 inviate 21.600 lettere di compliance
- Focus su fatture elettroniche, corrispettivi telematici, collegamento POS-cassa ed e-commerce
- Accelerazione sui controlli catastali per immobili non censiti e verifica dei valori per chi ha beneficiato del superbonus
Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP), approvato dal Consiglio dei Ministri il 2 ottobre 2026 su proposta del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, traccia la linea dei controlli fiscali per i prossimi tre anni: più rapidi, più frequenti e più selettivi grazie al contributo degli algoritmi. Per le imprese significa che le verifiche su fatture elettroniche, corrispettivi telematici e pagamenti digitali diventeranno sempre più puntuali, con un margine ridotto per i cosiddetti falsi positivi.
Gli obiettivi di recupero gettito
Il documento, insieme alla Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva, fissa target precisi per le maggiori entrate generate dall'attività di compliance, prendendo come riferimento il gettito record del 2024.
| Periodo | Maggiori entrate da compliance |
|---|---|
| 2024 (anno di riferimento) | 4,5 miliardi di euro |
| 2025 | 3,3 miliardi di euro |
| Target dicembre 2027 | 4,7 miliardi di euro |
| Target dicembre 2029 | circa 5 miliardi di euro |
Con la compliance si punta a recuperare nuove entrate fino a 5 miliardi nel 2029: è questo l'obiettivo del Piano Strutturale di Bilancio di medio termine ribadito nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica approvato il 2 ottobre scorso. Il parametro di partenza resta il risultato del 2024, poi sceso l'anno successivo per quello che l'Agenzia delle Entrate ha letto come un segnale di un sistema di prevenzione più efficace.
Dove si concentrano le verifiche
Sotto la lente fatture, scontrini, pagamenti elettronici. La base informativa su cui lavorano gli algoritmi di selezione si è ampliata con il nuovo collegamento tra POS e cassa, operativo da quest'anno, che si aggiunge ai dati già disponibili su fatturazione elettronica e corrispettivi telematici. Lo stesso impianto di analisi servirà a rafforzare i controlli doganali, sulle accise e sui giochi, con un'attenzione specifica all'e-commerce, settore che per sua natura produce tracce digitali utili a far emergere anomalie.
Parallelamente il DPFP annuncia un'accelerazione sul fronte catastale, per individuare immobili non censiti o difformi da quanto risulta in catasto e per verificare l'aggiornamento dei valori di chi ha beneficiato del superbonus e di altri incentivi edilizi.
Le lettere di compliance già inviate
Il meccanismo è già operativo: solo nel secondo trimestre del 2026 sono state inviate 21.600 lettere di compliance, lo strumento con cui l'Agenzia delle Entrate invita i contribuenti a correggere spontaneamente le posizioni irregolari prima di un controllo formale, su basi imponibili IVA, imposte dirette e tassazione catastale. Per imprese e professionisti la raccomandazione pratica resta quella di verificare la coerenza tra dati trasmessi (fatture, corrispettivi, incassi POS) e dichiarazioni presentate, dato che gli scostamenti saranno intercettati con margini di errore sempre più ridotti.
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