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Sostenibilità PMI: dal 24 settembre in vigore il nuovo standard volontario UE

Il Regolamento delegato UE 2026/1560 introduce un principio volontario di rendicontazione ESG per le imprese fuori dalla CSRD e limita le richieste ai fornitori.

Sostenibilità PMI: dal 24 settembre in vigore il nuovo standard volontario UE
In breve
  • EFRAG ha aperto fino all'11 novembre la consultazione sulla nuova tassonomia XBRL degli ESRS

Dal 24 settembre 2026 è in vigore il Regolamento delegato (UE) 2026/1560, che introduce un principio volontario di rendicontazione di sostenibilità destinato alle imprese non soggette agli obblighi della CSRD. La norma interessa direttamente le PMI che ricevono richieste di dati ambientali, sociali e di governance da banche, investitori o clienti capofiliera, e che finora si trovavano a rispondere a questionari diversi per ciascuna controparte.

Cosa prevede il nuovo standard

Il testo, basato sul modello VSME elaborato da EFRAG, si rivolge a soggetti - le imprese in senso ampio, comprendendo lavoratori autonomi, imprese non in forma societaria e micro quotate - che alla data di chiusura del bilancio non superano un numero medio di 1000 dipendenti occupati durante l'esercizio precedente. Il principio ha carattere volontario e offre alle PMI uno schema informativo unico da utilizzare al posto delle richieste disomogenee ricevute da singoli interlocutori.

Il limite alle richieste di filiera

La novità più rilevante riguarda il cosiddetto value chain cap: dal 2027 la Direttiva Omnibus I e il relativo Regolamento Delegato stabiliscono che le grandi imprese obbligate non possono imporre alle imprese "protette" della loro filiera, che hanno meno di 1.000 addetti, la compilazione di questionari e richieste informative che eccedano quanto strutturato all'interno del principio volontario VS. Le imprese fino a 10 dipendenti godono di una protezione rafforzata, perché il limite per la catena del valore per le imprese con 10 dipendenti o meno include meno informazioni rispetto a quello previsto per le imprese tra 11 e 1.000 dipendenti, ricevendo così una protezione aggiuntiva dall'effetto a cascata.

Calendario e digitalizzazione

Il nuovo standard volontario si affianca alla revisione degli ESRS obbligatori per le imprese soggette a CSRD, previsti dal Regolamento delegato (UE) 2026/1563 in vigore dal 10 novembre 2026 e applicabile agli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2027. In parallelo, EFRAG ha pubblicato la nuova tassonomia XBRL degli ESRS, aperta in consultazione fino all'11 novembre 2026, destinata a costituire la base del futuro reporting digitale.

Per le imprese interessate, l'indicazione pratica è verificare se la propria dimensione rientra nel perimetro delle "imprese protette" e valutare l'adozione del modello volontario come strumento unico di risposta alle richieste ESG di banche, investitori e grandi clienti, rivolgendosi a un consulente per l'inquadramento specifico.

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Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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