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Responsabilità penale dell'HSE Manager: cosa dice la Cassazione sulla posizione di garanzia

Una sentenza di Cassazione chiarisce quando l'HSE Manager risponde penalmente per omessa comunicazione di rischi ambientali e sicurezza, anche senza delega formale.

Responsabilità penale dell'HSE Manager: cosa dice la Cassazione sulla posizione di garanzia
Immagine generata con IA
In breve
  • La Cassazione Penale (Sez. IV, 7 maggio 2020, n. 13843) ha confermato condanne per disastro colposo legate a un inquinamento industriale prolungato
  • La posizione di garanzia può sorgere anche da funzioni di fatto, non solo da investitura formale
  • Rileva la reale partecipazione alle decisioni aziendali, non la qualifica formale in organigramma
  • Anche il direttore di stabilimento risponde per il settore ambientale, non solo per l'antinfortunistica

Una sentenza della Corte di Cassazione Penale (Sez. IV, 7 maggio 2020, n. 13843) torna al centro del dibattito tra i professionisti della sicurezza per i principi che stabilisce sulla responsabilità penale dell'HSE Manager. La pronuncia riguarda un caso di inquinamento prolungato delle acque di falda presso uno stabilimento industriale, con condanne per disastro colposo (art. 449 c.p.) a carico di più figure aziendali, tra cui chi ricopriva ruoli di responsabile ambiente e centro di competenza HSE.

I fatti alla base della condanna

Secondo la ricostruzione della Corte, alle persone coinvolte erano contestate condotte quali l'omessa manutenzione della rete idrica dello stabilimento, la mancata comunicazione alle autorità della reale portata dell'inquinamento e l'assenza di interventi per contenerlo. La Cassazione ha qualificato il reato come "a forma libera", precisando che il disastro colposo può manifestarsi anche come evento non immediatamente percepibile, che si sviluppa in un arco di tempo molto prolungato.

Il principio sulla posizione di garanzia

Il passaggio più rilevante per chi lavora nell'HSE riguarda il criterio con cui si individua la responsabilità: la Corte ha chiarito che, in tema di disastro colposo, rileva la realizzazione dell'evento in un periodo molto prolungato e la decorrenza del termine di prescrizione va individuata di conseguenza. Più in generale, nelle organizzazioni complesse la qualifica formale non è decisiva: conta la reale partecipazione ai processi decisionali. Un ruolo apparentemente solo consultivo può quindi generare una posizione di garanzia penalmente rilevante se chi lo ricopre incide di fatto sulle scelte operative dell'azienda.

La sentenza chiarisce inoltre che anche il direttore di stabilimento non può limitare le proprie responsabilità alla sola materia antinfortunistica, dovendo rispondere anche degli aspetti ambientali quando dispone di poteri organizzativi ampi.

Perché interessa gli HSE manager e gli RSPP

Per chi riveste ruoli di HSE Manager, RSPP o responsabile ambiente, la pronuncia ribadisce un principio operativo: la tutela da eventuali responsabilità penali non dipende dal titolo formale in organigramma, ma dalla documentazione delle proprie comunicazioni verso il datore di lavoro e le autorità competenti, e dalla tracciabilità delle decisioni prese in autonomia rispetto a quelle concordate con i vertici aziendali.

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