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Sicurezza sul lavoro

Epicloridrina sul lavoro: il limite di esposizione fissato dal D.Lgs. 81/2008

Il valore limite di esposizione professionale all'epicloridrina è 1,9 mg/m³ con nota cute, fissato nell'Allegato XLIII del D.Lgs. 81/2008.

Epicloridrina sul lavoro: il limite di esposizione fissato dal D.Lgs. 81/2008
In breve
  • Valore limite vincolante: 1,9 mg/m³ (media su 8 ore), con nota 'Cute' per l'assorbimento cutaneo significativo
  • Sostanza classificata cancerogena di categoria 1B secondo il regolamento CLP
  • Impiego diffuso in resine epossidiche: vernici, adesivi, automotive, elettronica, edilizia
  • La sostituzione resta la misura di prevenzione prioritaria secondo il Titolo IX del D.Lgs. 81/2008

L'epicloridrina è un composto chimico impiegato soprattutto nella produzione di resine epossidiche, con un valore limite di esposizione professionale vincolante fissato a 1,9 mg/m³ nell'Allegato XLIII del D.Lgs. 81/2008. La soglia, già introdotta dal decreto interministeriale 11 febbraio 2021 e confermata nell'aggiornamento del 26 settembre 2024 (D.Lgs. 135/2024), riguarda le aziende che utilizzano questa sostanza in vernici, adesivi, componenti automotive, elettronica e materiali per l'edilizia.

Perché riguarda le imprese

La sostanza è classificata come cancerogena di categoria 1B secondo il regolamento CLP, il che significa che si presume abbia un potenziale cancerogeno per l'uomo sulla base di evidenze emerse da test su animali. Nell'allegato XLIII il valore limite di 1,9 mg/m³ è accompagnato dalla nota "Cute", che segnala la possibilità di assorbimento cutaneo significativo oltre che per inalazione: un dato tecnico che incide direttamente sulla scelta dei dispositivi di protezione individuale da parte del datore di lavoro.

L'esposizione professionale si verifica non solo nella produzione della sostanza, ma in tutta la filiera delle resine epossidiche usate in rivestimenti, adesivi e materie plastiche, con applicazioni che vanno dall'industria automobilistica e aerospaziale alle apparecchiature per le energie rinnovabili, fino ai circuiti stampati. Altri impieghi riguardano il trattamento delle acque, l'industria cartaria, la lavorazione di lana, cotone e gomma, oltre alla sintesi di polioli per schiume poliuretaniche.

Gli obblighi per il datore di lavoro

Il Titolo IX, Capo II del D.Lgs. 81/2008 impone, come per tutti gli agenti cancerogeni, la gerarchia delle misure di prevenzione: la sostituzione della sostanza resta la misura prioritaria, seguita - quando la sostituzione non è possibile - dall'adozione di sistemi chiusi e di una ventilazione locale forzata efficace. Le valutazioni periodiche dell'esposizione servono a verificare l'adeguatezza delle misure adottate, mentre la formazione dei lavoratori sulle procedure di sicurezza e il coinvolgimento del medico competente restano obblighi che si affiancano, come extrema ratio, all'uso di dispositivi di protezione individuale adeguati.

Le aziende che impiegano resine epossidiche o operano nella loro filiera produttiva sono tenute a verificare che il proprio documento di valutazione dei rischi tenga conto del valore limite aggiornato e della nota cute associata alla sostanza.

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