Formazione sicurezza: dopo il nuovo Accordo si discute di verificarne l'efficacia
A un anno dall'Accordo Stato-Regioni 2025 si apre il dibattito: attestati e ore non bastano, serve verificare i comportamenti sul campo.
- Il periodo transitorio dell'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 sulla formazione sicurezza si è concluso il 24 maggio 2026
- Il dibattito di settore chiede di non limitarsi ad attestati e questionari finali, ma di verificare i comportamenti sul campo
- Si propone un ruolo più incisivo di Organismi Paritetici e RLS nel monitorare l'efficacia della formazione
- Il tema riguarda anche le piccole imprese, dove la formazione generale e specifica dei lavoratori resta obbligatoria ai sensi del D.Lgs. 81/2008
Il periodo transitorio dell'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 sulla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro si è chiuso lo scorso 24 maggio 2026, un anno esatto dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Da allora i nuovi contenuti minimi e le nuove durate dei corsi, che riguardano lavoratori, preposti, dirigenti e datori di lavoro, si applicano a pieno regime a tutte le imprese, comprese quelle di piccole dimensioni come i centri estetici, dove la formazione generale e specifica dei dipendenti resta un obbligo previsto dall'articolo 37 del D.Lgs. 81/2008.
Proprio a ridosso di questa scadenza è tornato al centro dell'attenzione un tema che riguarda da vicino chi in azienda si occupa di sicurezza: la differenza tra formazione "erogata" e formazione "efficace". Un contributo firmato da un esperto di prevenzione, pubblicato da una rivista specializzata di settore, ha rilanciato la questione partendo da un dato di fatto: il sistema ha per anni identificato l'adempimento formativo con il numero di ore svolte, il registro firmato e l'attestato consegnato a fine corso, senza verificare se quel percorso avesse davvero modificato il modo di lavorare delle persone.
Cosa cambia nella pratica
L'Accordo Stato-Regioni richiama la necessità di verificare l'efficacia della formazione anche nella concreta attività lavorativa, non solo attraverso il test finale in aula, ora reso obbligatorio per tutti i percorsi. Per un titolare di un centro estetico o per un RSPP esterno che segue più clienti, questo significa che il percorso formativo non si esaurisce con la consegna dell'attestato: resta utile osservare se, dopo il corso, cambiano davvero le prassi in cabina, dall'uso dei dispositivi di protezione al rispetto delle procedure su attrezzature e sostanze chimiche.
Il ruolo di RLS e Organismi Paritetici
Tra le proposte emerse nel dibattito, un maggiore coinvolgimento dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza e degli Organismi Paritetici, soggetti che nelle piccole imprese hanno spesso un ruolo marginale ma che potrebbero contribuire a monitorare sul campo se la formazione produce comportamenti sicuri. Per le imprese interessate ad approfondire gli obblighi specifici legati al nuovo Accordo, il riferimento resta la pagina dedicata del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dove sono pubblicati il testo e i successivi chiarimenti interpretativi.
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