Stock option, la deduzione fiscale diventa strutturale con il decreto Omnibus
Il D.Lgs. 148/2026 rende a regime la deducibilità dei piani di stock option solo al momento dell'assegnazione o dell'estinzione della passività.

- L'art. 5 del D.Lgs. 148/2026 (decreto Omnibus) modifica la deducibilità fiscale dei piani basati su azioni
- Il costo contabilizzato a conto economico non è più deducibile nello stesso esercizio in cui viene rilevato
- Per i piani equity-settled la deduzione scatta all'assegnazione degli strumenti, per quelli cash-settled all'estinzione della passività
- La regola, già introdotta in modo temporaneo dalle leggi di bilancio 2025 e 2026, diventa strutturale
Le imprese che utilizzano stock option, stock grant o altri piani di remunerazione basati su azioni per i propri dipendenti e amministratori devono fare i conti con una regola fiscale ormai definitiva. Il D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 148 (il cosiddetto decreto Omnibus, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'11 agosto 2026 ed entrato in vigore il 12 agosto), interviene con l'articolo 5 sulla derivazione del reddito d'impresa dall'utile di bilancio e rende strutturali alcune regole che, dopo gli interventi delle leggi di bilancio 2025 e 2026, avevano avuto un ambito temporale più limitato.
Cosa cambia in pratica
La questione riguarda la deduzione dei componenti negativi collegati a stock option, stock grant e agli altri piani di remunerazione basati su azioni. Il principio ora consolidato è che il costo contabilizzato non diventa automaticamente deducibile nello stesso esercizio in cui transita nel conto economico: la deduzione è rinviata a un momento successivo, diverso a seconda della tipologia di piano.
Per le operazioni regolate con strumenti di capitale (le cosiddette equity-settled), la deduzione scatta solo quando gli strumenti vengono effettivamente assegnati ai beneficiari. Per i piani regolati per cassa (cash-settled), incluse le cosiddette phantom stock, occorre invece attendere l'estinzione della passività, cioè il momento in cui il compenso viene effettivamente corrisposto.
Perché conta per le imprese
La norma riscrive il comma 6-bis dell'articolo 95 del TUIR e chiude un percorso avviato dalla legge di bilancio 2025, che per prima aveva introdotto nel Testo unico una regola esplicita per i piani equity-settled, poi esteso dalla manovra 2026 anche ai piani cash-settled. Per gli uffici amministrativi e i consulenti fiscali la conseguenza pratica è un disallineamento tra il periodo di imputazione contabile del costo, che segue la maturazione del beneficio (vesting period) secondo i principi contabili, e il periodo di rilevanza fiscale, che si sposta al momento dell'assegnazione degli strumenti o del pagamento. Le imprese con piani di incentivazione azionaria in essere dovranno quindi gestire le relative variazioni in dichiarazione dei redditi, tenendo traccia separata dei componenti negativi imputati a conto economico ma non ancora deducibili.
Per l'applicazione pratica e il coordinamento con gli esercizi in corso, le imprese interessate sono invitate a verificare con il proprio consulente fiscale la decorrenza delle nuove disposizioni rispetto ai piani già attivi.
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