IVA digitale ViDA: il decreto italiano parte dal 2027, calendario fino al 2035
Lo schema di decreto che recepisce la direttiva europea ViDA è all'esame del Parlamento: prime regole dal 1° gennaio 2027 per e-commerce, piattaforme e OSS/IOSS.

- Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 4 agosto 2026 lo schema di decreto che recepisce l'art. 2 della direttiva (UE) 2025/516 (ViDA)
- Le prime misure si applicano alle operazioni dal 1° gennaio 2027: soglia di 10.000 euro per le vendite a distanza, OSS non UE esteso a tutti i servizi B2C
- Entro il 2028 arriveranno l'estensione dell'OSS alle cessioni nazionali e l'inversione contabile obbligatoria per i soggetti non stabiliti
- Il fornitore presunto per le locazioni brevi tramite piattaforma e la fattura elettronica europea arriveranno rispettivamente dal 2028-2030 e dal 2030
Il Consiglio dei Ministri del 4 agosto 2026 ha approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo che recepisce l'articolo 2 della direttiva (UE) 2025/516, nota come direttiva ViDA ("VAT in the Digital Age"). Il testo, trasmesso alle Camere come Atto del Governo n. 436, riguarda in questa fase soltanto le misure applicabili dalle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2027 e interessa in particolare imprese di e-commerce, piattaforme digitali e operatori che gestiscono vendite a distanza intracomunitarie.
Cosa cambia dal 2027
Lo schema, composto da sette articoli, modifica il D.P.R. 633/1972, il D.L. 331/1993 e il nuovo Testo unico IVA (D.lgs. 10/2026), introducendo le disposizioni in materia IVA che troveranno applicazione a decorrere dal 1° gennaio 2027. Tra le novità segnalate dal Dipartimento delle Finanze figurano la disciplina delle vendite effettuate tramite piattaforme, portali e marketplace, il nuovo criterio di calcolo della soglia di 10.000 euro prevista per determinate vendite a distanza e per alcuni servizi digitali, e l'ampliamento e il coordinamento dei regimi speciali OSS e IOSS. Lo schema è stato posto in consultazione pubblica dal Dipartimento delle Finanze e, dopo il passaggio in Consiglio dei Ministri, è in corso di esame parlamentare: la Commissione Finanze della Camera ha espresso parere favorevole con osservazioni il 23 settembre 2026.
Le tappe successive del pacchetto ViDA
Il recepimento proseguirà per gradi, con altri decreti legislativi: questo schema attua soltanto l'articolo 2 della direttiva, cioè il primo blocco di regole, mentre le tappe successive stanno negli articoli 3, 4 e 5, da recepire rispettivamente entro il 30 giugno 2028, il 30 giugno 2029 e il 30 giugno 2030.
Dal 1° luglio 2028 è previsto l'ampliamento dell'OSS alle cessioni nazionali e ai trasferimenti di beni propri, con l'inversione contabile obbligatoria quando il cedente non è stabilito né identificato ai fini IVA nello Stato in cui l'imposta è dovuta e il cliente è già identificato in quello Stato; negli altri casi resta una facoltà degli Stati membri. Dalla stessa data entra in scena il meccanismo del "fornitore presunto": i gestori delle piattaforme digitali per i servizi di alloggio e trasporto diventano responsabili della riscossione e del versamento dell'imposta quando il fornitore effettivo non comunica il proprio numero di identificazione IVA, e la direttiva consente agli Stati membri di rinviarne l'applicazione, ma non oltre il 1° gennaio 2030. Dal 1° luglio 2030 è attesa l'introduzione della fattura elettronica come sistema predefinito a livello europeo, con la soppressione degli elenchi riepilogativi; i sistemi nazionali di fatturazione e comunicazione già esistenti dovranno essere allineati entro il 1° gennaio 2035.
Cosa fare ora
Il testo non è ancora definitivo: imprese di e-commerce, gestori di piattaforme e locazioni brevi, e i loro consulenti, dovranno verificare la versione pubblicata in Gazzetta Ufficiale, in particolare per la soglia dei 10.000 euro e per la compatibilità del regime IOSS con forfettari e franchigia transfrontaliera.
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