Aggiornamento RSPP: ogni quanto va rifatto e cosa prevede l'Accordo Stato-Regioni
Guida su moduli A-B-C, periodicità quinquennale e novità del nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, pienamente operativo da maggio 2026.

- Aggiornamento quinquennale obbligatorio: 40 ore per RSPP, 20 per ASPP
- Il quinquennio decorre dalla conclusione del Modulo B comune, non dal Modulo A o C
- Dal 24 maggio 2026 è terminato il periodo transitorio: tutti i corsi devono seguire il nuovo Accordo del 17 aprile 2025
- Novità sui soggetti formatori abilitati e sulla documentazione tracciabile dei percorsi
Per i datori di lavoro che hanno nominato un RSPP, interno o esterno, o che svolgono direttamente questo ruolo ai sensi dell'art. 34 del D.Lgs. 81/2008, la scadenza dell'aggiornamento periodico è uno degli adempimenti più frequentemente trascurati nelle piccole e medie imprese. La disciplina è oggi definita dall'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (Rep. Atti n. 59/CSR), pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 119 del 24 maggio 2025, che ha abrogato il precedente Accordo del 7 luglio 2016 riordinando in un unico testo anche i riferimenti del 2011 e del 2012.
La struttura dei moduli A-B-C
Il percorso abilitante per RSPP resta articolato in tre moduli: Modulo A (28 ore), Modulo B comune (48 ore) ed eventuali moduli B specialistici, più il Modulo C, richiesto esclusivamente per lo svolgimento della funzione di RSPP e che tratta temi come la formazione, l'informazione, la comunicazione, i sistemi di gestione e l'ergonomia. Il Modulo A costituisce credito permanente e, come il Modulo C, non è soggetto ad aggiornamenti. Diversa è la situazione per il Modulo B: il modulo B e i moduli B specialistici sono soggetti ad aggiornamento quinquennale.
Ogni quanto va fatto l'aggiornamento
Ogni 5 anni sono richieste 40 ore per gli RSPP e 20 ore per gli ASPP, distribuibili nell'arco del quinquennio, che decorre dalla data di conclusione del modulo B comune, e non dal completamento del Modulo A o del Modulo C. Le ore possono essere cumulate in più corsi nel corso dei cinque anni. Un punto di attenzione riguarda i laureati esonerati dai moduli A e B (classi di ingegneria e architettura): l'Accordo del 2025 non riporta più l'indicazione, presente nel testo del 2016, che per i laureati esonerati il quinquennio decorresse dal 15 maggio 2008 o dalla data di laurea, con importanti implicazioni per chi ha beneficiato dell'esonero formativo. Chi rientra in questa casistica e non ha mai svolto aggiornamenti dovrebbe verificare con attenzione la propria posizione, eventualmente rivolgendosi a un consulente della formazione.
Cosa cambia con il nuovo Accordo e il dibattito sull'efficacia
L'Accordo 2025 ha introdotto anche modifiche ai moduli di specializzazione settoriale: la Pesca è ora un modulo autonomo (B-SP2), la Zootecnia entra nel B-SP1, le cave escono dal percorso e la numerazione dei moduli SP è stata riorganizzata, mentre struttura e durate dei moduli A-B-C restano invariate. Il periodo transitorio di dodici mesi si è chiuso il 24 maggio 2026: da quella data, secondo diverse fonti tecniche di settore, non è più sufficiente affidarsi a docenti qualificati, perché diventa determinante anche l'identità del soggetto formatore, tra cui gli enti accreditati dalla Regione, e viene richiesta una progettazione documentata e tracciabile dei percorsi, con registro presenze, verifica finale, verbale e conservazione del fascicolo per almeno dieci anni. Proprio su questi aspetti applicativi, e sulle incertezze legate al calcolo delle scadenze per gli esonerati, si concentra il dibattito tra operatori del settore sull'effettiva capacità del nuovo impianto di semplificare la gestione della formazione obbligatoria.
Per la verifica puntuale delle scadenze personali e per la consultazione del testo integrale dell'Accordo, si rimanda al sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e alla Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2025.
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